Che cos’è la stampa in quadricomia? Ecco come nascono i colori

I colori sono e saranno sempre una costante attiva della nostra vita. Ci basta aprire gli occhi la mattina per non poter fare a meno di notare quanta varietà di luci, effetti e sfumature abbiamo attorno a noi. La natura è chiaramente il massimo esponente e rappresentante in combinazioni di colori spettacolari e d’impatto. La pubblicità, dal canto suo, sà bene quanto l’impatto visivo sia importante per una buona riuscita di qualsiasi propaganda. Proprio per questo punta molto sull’enorme potere che ha l’occhio su di noi: manifesti pubblicitariinsegne, espositori, striscioni e tanti altri metodi sono sempre più sotto la vista di tutti. Oramai c’è una gara forsennata e spietata a chi riesce a ricreare la stampa con l’immagine più ad effetto ed incisiva degli altri. Una battaglia infinita, che avrà sempre come protagonisti loro: i colori. Ma vi siete mai chiesti come nascono i colori? Nel processo di stampa, come si riesce a ricreare una così varia e completa serie di colori? E’ un processo semplice da eseguire? In questo articolo risponderemo a tutte queste domande, partendo proprio con il definire questo particolare processo: la stampa in quadricomia.

La stampa in quadricomia è un metodo di stampa a 4 canali, ovvero che utilizza nello specifico solo 4 colori, non uno in più e non uno in meno. Quali sono? A dircelo è proprio la sigla internazionale che contraddistingue questo processo: CMYK. Ogni lettera di questa sigla corrisponde ad un colore:

  • C —> Cyan (Ciano in italiano)
  • M—> Magenta
  • Y —> Yellow (Giallo in italiano)
  • K —> blacK (Nero in italiano)

Il nero è indicato con la lettera K, anziché la lettera B iniziale, nella traduzione inglese, è stata fatta per evitare confusioni con l’iniziale del colore Blue ed è dovuta al fatto che, nella stampa, si usa un procedimento di separazione dei colori per produrre tante diverse immagini quanti sono gli inchiostri usati.

Non è un caso che sia presente anche il nero fra i colori base per qualsiasi stampa. Il colore nero infatti è stato aggiunto per ottenere il colore nero “pieno” nei processi di stampa (la somma di 100% di ciano, magenta e giallo non dà origine al nero, bensì al bistro, una tonalità di marrone), per aggiungere maggiore contrasto e percezione di profondità e, infine, per eliminare alcuni difetti dei pigmenti colorati.

Ecco quindi spiegato come nascono i colori: dalla attenta combinazione di solo quattro colori. E questo semplicemente perché si è scoperto che questa è la selezione più piccola di tonalità da cui è possibile ottenere la maggior quantità di colori derivati, semplicemente mischiandoli in quantità diverse. (Abbiamo risposto anche alla seconda).

Ma è un processo semplice da eseguire? Beh, diciamo solo che ‘semplice’ non è per niente la parola giusta da associare a questo metodo di stampa. Spiegare come fare per ottenere una stampa soddisfacente in quadricromia, partendo da un file a monitor, non è facile: richiede anni e anni di esperienza e di conoscenze approfondite. E’ un processo abbastanza complicato, soprattutto quando si deve convertire un file RGB. E’ bene quindi ricordare SEMPRE che quando si lavora per la stampa si dovrebbe utilizzare il metodo colore CMYK, possibilmente a 300 dpi di risoluzione. La vostra tipografia di fiducia non potrà che ringraziarvi, fidatevi!

Ma che cosa si intende per RGB? E’ un altro processo di stampa a colori? E quali sono le differenze fra i due processi? Daremo risposta a questa ed altre domande nel prossimo articolo dedicato alla stampa a colori. Non perdetevelo!

 

 

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